IL FLUSSO CORONARICO

Il cuore è un muscolo e perciò quando si contrae comprime i propri vasi sanguigni. Durante la fase sistolica nella zona superficiale del miocardio vi è flusso sanguigno durante tutto il ciclo cardiaco. Invece nelle arterie della zona sottoendocardica del ventricolo il sangue scorre solo durante la diastole perchè durante la sistole la pressione del ventricolo sinistro è più alta che nell’aorta. Poiché in caso di tachicardia la diastole si accorcia, il flusso coronarico del ventricolo sinistro è ridotto. Quindi le zone sottoendocardiche del ventricolo sinistro non sono perfuse durante la sistole. In queste regioni avviene più frequentemente l’infarto miocardico perchè sono soggette più facilmente ad ischemia.

Nell’uomo a riposo il flusso coronarico è circa 250 ml/min (5% della gittata cardiaca). Il consumo di ossigeno del cuore può aumentare se aumenta il flusso sanguigno. Quindi se aumenta il flusso sanguigno aumenta anche il metabolismo del miocardio. Il flusso nei vasi coronarici dipende dalla pressione aortica e anche da fattori chimici e nervosi.

Durante la diastole il muscolo cardiaco è in fase di riposo. è in questo momento che si ha il flusso coronarico  alle zone sottoendocardiche del ventricolo sinistro. Da notare che se aumenta la frequenza cardiaca il miocardio si contrae e si ripolarizza più velocemente. Infatti, se la frequenza aumenta la durata della sistole diminuisce. Cioè si ha che la durata dell’eiezione sistolica diminuisce. Quindi abbiamo che vi è una variazione della durata della sistole. Ma è importante il fatto che la durata della diastole è meno variabile. Infatti si ha che fino alla frequenza di 180 battiti al minuto la gittata per minuto aumenta al crescere della frequenza cardiaca, ma se la frequenza è più elevata si può avere alterazione del riempimento e diminuzione della gittata cardiaca. Durante lo sforzo è necessario un aumento delle prestazioni miocardiche e quindi è necessario un aumento del flusso coronarico. Infatti durante l’attività fisica il flusso coronarico aumenta. Il flusso coronarico può essere influenzato prima di tutto dalla contrazione cardiaca che comprime le arterie. Infatti durante la sistole è ostacolato il flusso coronarico del ventricolo sinistro. Questo succede perchè il ventricolo viene irrorato per il 75-80% durante la diastole. Perciò, se aumenta la frequenza cardiaca (tachicardia), in cui diminuisce la durata diastolica, si ha una riduzione del flusso coronarico. La circolazione coronarica è influenzata anche dalla pressione aortica, dal lavoro che viene richiesto al cuore, dalla portata circolatoria, dalla ipossiemia, dall’anemia, dall’eccesso di CO2 e di acido lattico e dal sistema nervoso autonomo del cuore. Quindi, se al cuore viene richiesto un lavoro maggiore, il cuore può aumentare la portata circolatoria. Principalmente si può avere aumento della frequenza e della gittata sistolica. Con l’aumento della frequenza si può incrementare la portata circolatoria. Però oltre 180 battiti al minuto ciò è possibile. Se aumenta la frequenza si ha caduta della portata circolatoria. Viene utilizzato il volume di riserva sistolico e il volume di riserva diastolico.

La portata circolatoria è il volume di sangue espulso dal cuore nel sistema arterioso ad ogni minuto. I valori della portata circolatoria a riposo oscillano tra 4-8 l/min.  La gittata sistolica è il volume di sangue espulso da ogni ventricolo durante la sistole.

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