L’IPERTENSIONE ARTERIOSA

In un individuo adulto normalmente la pressione arteriosa, nella brachiale, nell’aorta e in altre grosse arterie, durante il ciclo cardiaco sale ad un massimo di circa 120 mmHg (pressione sistolica) e scende ad un minimo di 70 mmHg (pressione diastolica).La differenza tra pressione sistolica e pressione diastolica è di 50 mmHg in condizioni normali.Quando un vaso sanguigno diventa ristretto, ad esempio per la presenza di placca aterosclerotica, la pressione in quel punto diminuisce. Infatti, secondo il principio di Bernoulli, si ha che in un vaso sanguigno (in un tubo) la somma dell’energia cinetica del flusso e dell’energia potenziale, è costante. Cioè l’energia totale è costante. Inoltre, quando un liquido passa attraverso una parte ristretta del tubo, l’energia cinetica del flusso aumenta se aumenta la velocità e l’energia potenziale si riduce. Perciò la pressione misurata in quel punto ristretto è inferiore rispetto alla pressione misurata nella stesso punto non ristretto.

L’ipertensione arteriosa è il prodotto della portata cardiaca per la resistenza periferica. Cioè è un aumento anormale della pressione arteriosa periferica. In molti casi è dovuta ad aumento della resistenza arteriolare periferica. La pressione sanguigna dipende dalla gittata cardiaca e dalla resistenza periferica del sistema arterioso. Essa è influenzata da molti fattori tra cui anche quelli di natura psicogena. Ad esempio nello studio del medico spesso si riscontra la cosiddetta “ipertensione da camice bianco”.

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