DIAGNOSI DI ANAFILASSI

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La diagnosi di anafilassi si effettua in base a criteri clinici.

Il paziente può presentare: orticaria, prurito generalizzato o vampate di calore o edema delle labbra, della lingua o dell’ugola o della pelle, che si manifestano entro pochi minuti o ore.

Questi sintomi sono associati almeno a uno dei seguenti:

  1. Difficoltà respiratoria o ipossia.
  2. Ipotensione o collasso cardiovascolare.
  3. Sintomi di disfunzione d’organo ( ad esempio sincope, incontinenza, ipotonia ecc.)

Il paziente può presentare due o più dei seguenti sintomi che si sviluppano nel giro di minuti o ora dall’esposizione alla causa della reazione:

  1. Alterazione della pelle o delle mucose.
  2. Compromissione dell’apparato respiratorio.
  3. Ipotensione.
  4. Crampi gastrointestinali o vomito.

Il paziente può presentare ipotensione, o sintomi associati, dopo l’esposizione ad un allergene conosciuto.

Quindi, bisogna considerare la diagnosi di anafilassi quando c’è una compromissione di due o più sistemi corporei con o senza ipotensione o coinvolgimento delle vie aeree.  

La diagnosi in alcuni casi è piuttosto facile, se i sintomi si manifestano poco dopo l’esposizione all’allergene (ad esempio una puntura di ape).

In altri casi la diagnosi è difficile perché i sintomi si presentano in ritardo oppure i sintomi si confondono con quelli dell’ansia, della gastroenterite o della sincope. In altri casi i pazienti presentano i sintomi che possono essere propri di altre malattie, ad esempio  una persona può essere affetta da asma o da altre patologie.

Quindi, spesso bisogna fare una diagnosi differenziale. Molto frequentemente l’anafilassi si può confondere con la reazione vasovagale, quando i pazienti presentano pallore, ipotensione, sudorazione, debolezza e perdita di coscienza in qualche caso.

L’anafilassi deve essere differenziata anche da: asma grave acuto, ischemia miocardica, aritmie, convulsioni, angioedema ereditario, epiglottite, ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, disfunzione delle corde vocali, carcinoide, mastocitosi e reazioni non IgE-mediate.

Si possono fare anche esami di laboratorio, ma non sono molto utili (ad esempio i livelli sierici di istamina o la triptasi sierica).

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