TERAPIA DELL’ANAFILASSI

macro photography of bee

Se si manifesta una reazione anafilattica, bisogna agire in questo modo:

– Controllare le vie aeree, il respiro e il circolo.

– Valutare i segni vitali.

– Valutare la pulsossimetria.

– Cercare un accesso venoso.

– Somministrare ossigeno.

– Se i sintomi sono gravi, monitorare il ritmo cardiaco.

  • Se la reazione anafilattica è grave bisogna assicurare la pervietà delle vie aeree. A questo scopo bisogna controllare se sono presenti segni di angioedema, cioè l’edema dell’ugola, lo stridore, la difficoltà respiratoria o l’ipossia. Si deve esaminare il cavo orale, la faringe e il collo. Se è presente angioedema con distress respiratorio si deve subito effettuare l’intubazione, altrimenti si potrebbe verificare l’ostruzione completa delle vie aeree. Inoltre bisogna somministrare ossigeno in modo da mantenere la saturazione arteriosa al di sopra del 90%.
  • Se l’anafilassi è causata da puntura d’insetto, bisogna rimuovere il pungiglione. Se l’allergene è di origine alimentare non conviene effettuare la lavanda gastrica per evitare complicanze e ritardi nella somministrazione della terapia di emergenza (adrenalina).
  • L’adrenalina deve essere somministrata con dosi appropriate. Se il paziente non ha segni di collasso o compromissione cardiovascolare, viene somministrata con iniezione nella coscia.
  •  Nell’adulto la dose è 0,3-0,5 mg (0,3-0,5 ml diluizione 1:1000). La dose può essere ripetuta dopo 5-10 minuti a seconda della risposta. Nella maggior parte dei casi è sufficiente una sola dose.
  •  Nel bambino la dose per via IM è 0,01 mg/kg (0,01ml/kg di diluizione 1/1000).
  • Se il paziente non reagisce a dosi ripetute di adrenalina, oppure ha segni di compromissione cardiocircolatoria o collasso cardiovascolare, bisogna somministrare adrenalina in bolo endovenoso o in infusione con dosi appropriate. Il primo bolo EV di adrenalina va diluito in una soluzione di 100 mcg (0,1 mg) in 5-10minuti. Mescolare 0,1 mg (0,1ml con diluizione 1:1000) in 10 ml di soluzione fisiologica e infondere in 5-10 minuti. Se si manifesta dolore toracico o aritmie, bisogna subito sospendere la dose del bolo iniziale.  Se il paziente è resistente al bolo iniziale, bisogna fare un’infusione continua di adrenalina EV. Si parte da 1 mg al minuto. Si mescola 1 mg( 1 ml con diluizione 1/1000) in 500 ml di soluzione fisiologica e infusione a 0,5 ml al minuto. Si deve titolare la dose in base all’effetto. Nel bambino la dose è 0,1-0,3 mcg per kg al minuto. Massimo 1,5 mcg  per kg al minuto. Bisogna titolare la dose al bisogno.
  • Da notare che se il paziente assume beta bloccanti, l’adrenalina può causare una crisi ipertensiva; perciò bisogna controllare la pressione sanguigna.  – Quando si usa adrenalina nei casi gravi aumenta il rischio di complicanze cardiovascolari.
  • L’ossigeno viene somministrato, sia nell’adulto che nel bambino, mantenendo una saturazione uguale o superiore al 90%.
  • Se il paziente presenta ipotensione, bisogna infondere fluidi EV, cioè si somministra un bolo di soluzione isotonica di cristalloidi di 1-2 L  ( nei bambini 10 20 ml per chilo) insieme all’adrenalina.
  • Gli altri farmaci usati nell’anafilassi come trattamento di seconda linea sono: corticosteroidi, antistaminici, broncodilatatori per via inalatoria, vasopressori e glucagone.  

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